La sanità paga due volte la crisi

Autori: 

Per qualcuno è colpa della crisi che ci sta impoverendo tutti. Per qualcun altro dell’ingegno italiano che in tempi di vacche magre accentua la storica propensione all’evasione fiscale. 

Fatto sta, che nel 2012 su 207 milioni di prestazioni di specialistica ambulatoriale, vale a dire esami, visite specialistiche, analisi di laboratorio, lastre, risonanze, ecografie e quant’altro, ben il 70 per cento ha goduto di una qualche forma di esenzione, nella metà dei casi per basso reddito. 

La distribuzione degli esenti non è uniforme sul territorio nazionale. Se nella provincia autonoma di Trento e in Valle d’Aosta le ricette esenti sono “appena” il 53 per cento del totale, in Calabria e Campania sono rispettivamente l’84 e l’86%.

Una difformità che, comunque la si voglia interpretare, è sintomo che qualcosa non funziona a dovere. 

Il dato, inoltre, conferma il brutto circolo vizioso in cui ci siamo cacciati. Meno risorse alla sanità fanno il paio con l’aumento dei ticket. Ma l’aumento delle esenzioni rende vano il tentativo di incamerare più risorse e anzi le riduce ulteriormente. 

Così la sanità perde due volte.

Aggiungi un commento