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scienza, etica, cultura

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/ attualità

La sentenza del tribunale di Rimini che ha disposto l’indennizzo per danni da vaccinazione per un bambino autistico ha riaperto il dibattito sui danni indotti dai vaccini. Ma come si è arrivati alla definizione del quadro giuridico attuale?

Su Report un’invenzione apparentemente rivoluzionaria diventa la metafora di un Paese che si lascia scappare le idee migliori. In realtà le cose sono più complesse

Una tentazione comincia a serpeggiare tra i medici: controdenunciare i pazienti (e i loro avvocati) che hanno sporto denuncia nei loro confronti. Mentre il dibattito sulla medicina difensiva spesso non si salva dalla semplificazione

/ culture

Si è svolta nelle scorse settimane a Torino una mostra di libri speciali: sono realizzati per i bambini con disabilità.

Lo spettacolo teatrale su Galileo (“Itis Galileo”) di Marco Paolini, andato in onda su la7, ha tenuto testa negli ascolti a prodotti tradizionalmente di grande presa sul pubblico. Qualcosa sta cambiando o non avevamo capito nulla sul rapporto tra TV e cultura?

 

In un libro di Nunzia Bonifati e Giuseppe O. Longo la sfida dell’uomo di superare il suo limite grazie all’impiego della medicina, della bioingegneria e biorobotica, e alle tecnologie della mente.


/ stampato sul web

Grandi cambiamenti hanno investito la medicina negli ultimi decenni producendo lo spostamento del potere dalla singola persona all’industria della salute. È giunto il momento di ristabilire il corretto equilibrio di potere, sperimentando anche in medicina forme di democrazia.

Esistono almeno due tipi di artificiale: uno che vuole ampliare, controllare e modificare la natura. Un altro che vuole imitarla e riprodurre almeno qualche suo aspetto. A quest’ultimo tipo di artificiale fanno capo i naturoidi, entità che da secoli accompagnano l’uomo

Il caso di un ragazzo privo di una gamba ammesso a partecipare a un torneo di calcio offre un nuovo spunto per riflettere sul rapporto tra sport e disabilità. Ma anche di quello tra salute e malattia: sicuri che queste persone possano essere definite «malate»?

Pubblicato il 22/06/2011