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Bye bye welfare

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Pubblicato il 16/11/2012

«I cittadini, alle prese con la riduzione delle risorse, piani di rientro delle Regioni dissestate ed effetti dei molteplici tagli lineari alla sanità, hanno l’impressione che quello che una volta si chiamava Stato sociale stia vivendo un progressivo impoverimento a danno e sulla pelle dei cittadini, in particolar modo di quelli che non possono contare su disponibilità economiche».

Giuseppe Scaramuzza, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato, sintetizza così i dati del XV Rapporto Pit Salute del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva che annualmente fotografa le segnalazioni dei cittadini e che quest’anno ha un titolo che più chiaro non si poteva: “Servizio sanitario nazionale e cittadini: lo Stato (A)Sociale”.

Il Rapporto ha raccolto 26.470 segnalazioni giunte nel 2011 all’associazione e, se non è una fotografia affidabile della sanità, è di certo un buon termometro di come i cittadini - almeno quelli che si scontrano con le sue criticità - la percepiscono.

File interminabili, dubbia affidabilità delle certificazioni di invalidità, poco trasparente e con una documentazione inaccessibile, fortemente carente nell’assistenza sul territorio e difficilmente accessibile quando si tratta di assistenza ospedaliera. Soprattutto costoso a causa del ridimensionamento dei servizi e dell’allungamento della lista delle prestazioni e prodotto a carico, totale o parziale, del cittadino. 

Insomma, conclude Scaramuzza, «stiamo assistendo al progressivo smantellamento del sistema di garanzie senza creare valide alternative».

Il rapporto è disponibile al seguente link previa registrazione: http://www.cittadinanzattiva.it/primo-piano/salute/4215-xv-rapporto-pit-...

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