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Farmaci immorali

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«I prezzi dei farmaci oncologici sono immorali». I medici non ci stanno ed escono allo scoperto dicendo quello che pensano «anche a costo di ripercussioni sulla carriera».

Succede così che più di cento esperti di leucemia mieloide cronica provenienti da tutto il mondo scrivano una lettere a Blood, l’organo ufficiale dell’American Society of Heamtology, puntando il dito contro la politica delle aziende farmaceutiche (leggi la lettera). 

Su 12 nuovi farmaci antitumorali recentemente approvati dalla Food and Drug Administration con indicazione d’uso per diversi tipi di cancro addirittura 11 superano la soglia di 100 mila dollari l’anno. Una cifra che mette a dura prova i sistemi sanitari (qualunque sia il loro modello organizzativo) e il diritto alla cura dei malati.

Per i firmatari è dunque giunto il momento di mettere alle strette Big Pharma: «Costringere le aziende ad abbassare i prezzi è necessario a salvare la vita dei pazienti».

Non è la prima volta che i medici si scagliano contro il prezzo elevato dei farmaci e le politiche delle case farmaceutiche. Quel che è quasi inedito è che questa volta l’appello arriva anche da professionisti che lavorano a braccetto con le aziende. Per esempio  Brian Druker, professore alla Oregon Health & Science University e tra gli ideatori di imatinib, che al New York Times dichiara: «Sono a favore di un’industria farmaceutica in buone condizioni di salute, se mi permettete il gioco di parole. Ma i prezzi di questi farmaci sono molto più alti di quanto non basterebbe a mantenerla tale».

«Se il Glivec ti consente di fatturare 3 miliardi di dollari l’anno, perchè non accontentarsi di 2 miliardi? Qual è il confine tra profitto essenziale e approfittarsi della situazione?», aggiunge. 

Della protesta in Italia si è fatto portavoce anche il  Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri (Cipomo): «La denuncia avanzata da 120 onco-ematologi americani e pubblicata sulla prestigiosa rivista Blood non può cadere nel silenzio», ha commentato il presidente dell’organizzazione Roberto Labianca.

«Dichiarare come non moralmente giustificabili terapie anticancro il cui costo è superiore ai 100.000 dollari è un assunto che noi Primari Oncologi Medici Ospedalieri Italiani condividiamo totalmente. Sono costi troppo elevati che mettono a dura prova il sistema sanitario e che creano potenziali e sempre più crescenti difficoltà rispetto all’accesso alle terapie nei confronti degli altri pazienti», ha concluso.

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