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Il destino della legge 40

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Pubblicato il 23/11/2012

I tempi stringono. Entro martedì 27 novembre il Governo dovrà decidere se ricorrere o meno contro la sentenza di primo grado della Corte europea dei diritti dell’uomo che lo scorso agosto aveva bocciato la legge 40 perché lesiva del diritto al rispetto della vita privata e familiare laddove vieta a una coppia fertile, ma portatrice di una malattia genetica, in questo caso di fibrosi cistica, di accedere alla diagnosi preimpianto degli embrioni.

Per il momento, il Governo non si sbottona, stretto tra le pressioni di chi invita al ricorso e chi vorrebbe riscrivere del tutto la legge della discordia. 

Intanto, però, nei giorni scorsi un altro colpo alla norma è arrivato dal tribunale del Cagliari: ha autorizzato una coppia  portatrice di una grave malattia ereditaria ad eseguire il test presso un ospedale pubblico per evitare l'impianto di embrioni malati. 

È la prima volta che succede dal 2004, anno di approvazione della legge.

La coppia, lei malata di talassemia major e lui portatore sano, aveva chiesto al centro ospedaliero presso cui era seguita di eseguire la diagnosi per evitare l'impianto di un embrione malato. Dopo il rifiuto da parte del centro, il ricorso alla giustizia che ora ha espresso il suo giudizio, in linea con la sentenza della Corte di Strasburgo.

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