Ragionare senza dogmi

Autori: 
Roberto Satolli

I lettori e gli autori di Janus sono molto diversi, per professioni, conoscenze, culture e credenze. Hanno in comune un metodo laico, che vorrebbero definire meglio di quello che la parola comunemente riesce a dire.

Nella prospettiva di Janus, il contrario di laico non è religioso, ma dogmatico. E l’atteggiamento dogmatico oggi prevale, non soltanto in chi si schiera in dispute improduttive in base a ideologie religiose, filosofiche o politiche, ma spesso anche in chi vuole risolvere le stesse questioni appellandosi all’autorità della scienza. È laico chi non pretende di sapere la risposta giusta (e non a caso un significato originario del termine è quello di illetterato, analfabeta), ma è disposto a cercare quella più adatta attraverso la conoscenza, l’interpretazione, la comprensione.

È dogmatica l’illusione di tagliare l’esistente in categorie nette e di tracciare confini precisi, sui quali magari costruire muri, laddove ogni classificazione è un’attività arbitraria dell’intelletto umano che forza una realtà dai confini sempre vaghi e indistinti. È laico chi non si sottrae alla responsabilità di capire, e far capire, per scegliere, mentre è dogmatico presentare le scelte non come un esercizio di libertà, ma come il prodotto necessario di una verità o di una conoscenza.

Janus non ha la pretesa di rappresentare una posizione al di sopra delle parti: anzi, ogni volta che sarà necessario esporrà una posizione chiara, cercando in ogni caso di esplicitare le conoscenze e gli argomenti che la sostengono. Pur nel riconoscimento dei diversi punti di vista, Janus eviterà il relativismo di chi considera equivalenti tutte le teorie e tutti i paradigmi: essi sono in realtà diversi quanto la forza delle ragioni che li sostengono.

Janus è e sarà caratterizzata da un pluralismo di esperienze, culture, conoscenze e credenze, nella consapevolezza di non essere depositaria di verità o giudizi assoluti, quanto piuttosto di un metodo laico di conoscenza basato sull’esclusione del pregiudizio, la libertà della conoscenza, la profondità dell’interpretazione. La responsabilità di capire sarà premessa a ogni scelta. La gerarchizzazione della forza delle ragioni è fondata sull’onestà intellettuale e l’esercizio della libertà.