L’equivoco sul metodo Stamina ha contagiato le istituzioni, anche ai piani più alti.
Due giorni fa, in serata, il Senato ha approvato la conversione in legge del decreto che autorizzava Stamina a proseguire la somministrazioni di staminali nei pazienti che avessero già iniziato i trattamenti.
Ieri nel pomeriggio il presidente del Senato Piero Grasso affermava: «Non solo vanno concluse le cure iniziate, ma vanno garantite tutte le cure, che pare diano dei benefici. Io sono sempre stato un uomo di speranza, che ha sempre guardato con speranza al futuro e, proprio per questo penso che tutti quelli che si sono impegnati per questa battaglia continueranno a farlo» (Agi). E invitava l’altro ramo del Parlamento a procedere nell’approvazione con altrettanta solerzia.
Da settimane la comunità scientifica e una parte della stampa si sforza di chiarire quello che non va in questa vicenda.
Con scarsi successi a giudicare dalla persistenza nell’opinione pubblica delle posizioni incondizionate a favore di Stamina e di una male intesa libertà di ricerca scientifica.
Ecco alcuni degli articoli che hanno cercato di raccontare come stanno le cose.
Che cos’è il “caso Stamina”La storia di una terapia a base di cellule staminali di cui si discute da settimane, tra appelli televisivi, interventi del governo e Nobel preoccupati di Emanuele Menietti Il Post | |
«Staminali, la deregulation giova solo a chi vende terapie»Sottraendo le cure compassionevoli alla vigilanza dell'Agenzia del farmaco un gruppo di aziende alimenta la speranza di Paolo Bianco Corriere della Sera | |
Le 10 ragioni per cui Stamina non convinceDopo le domande di molti lettori abbiamo deciso di tornare sulla questione Stamina. In molti hanno chiesto: «Perché negare cure salvavita a bambini che non hanno altra speranza, quando la legge prevede “cure compassionevoli”?». Abbiamo provato a rispondere di Roberta Villa HealthDesk | |
Scienza, democrazia e il caso StaminaIl dolore di una famiglia e il loro diritto alla cura devono essere rispettati, ma per poter intervenire in merito non basta invocare la democrazia. Bisogna realizzarla attraverso una partecipazione del cittadino ragionata, e non gridata. di Giovanni Boniolo e Giuseppe Schiavone ScienzaInRete | |
Caso Stamina: quello che non si può non sapereSi è detto ormai di tutto. Si sono prese decisioni dettate dalla pancia e dalla voglia di compiacere più che dalla ragione. Giuseppe Remuzzi spiega perché ad agire come si è fatto nel caso di Stamina non ci guadagna nessuno: né i malati né la collettività di Giuseppe Remuzzi Janus | |
Cure stabilite da giudici, attori e cantantiCercare di rispondere alle ragioni del cuore con quelle della scienza, alle emozioni con la razionalità, a un verdetto medico infausto con la logica delle regole, in tutta la loro freddezza, può apparire una battaglia persa in partenza. di Roberta Villa ScienzaInRete | |
La piccola Sofia, Stamina, le Iene e la soap opera del doloreUna "cura" propagandata a mezzo tv. E un professore della Sapienza trattato come un eretico. Una Onlus con tanti dubbi da fugare. E una lettera a Giulio Golia. Da chi soffre davvero di Chiara Lalli Giornalettismo | |
Caso Stamina, un punto sui rischiIl ministero della Salute ha approvato la prosecuzione dei trattamenti con le staminali, senza che ci siano riscontri sperimentali. Gli scienziati insorgono, ma quali sono i pericoli? di Alice Pace Wired | |
Stem-cell ruling riles researchersItalian health minister’s support for a controversial treatment appals the country’s scientists. di Alison Abbott Nature |

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