Quando c’è da investire in ricerca, si sa, le amministrazioni americane non guardano a spese. E non solo per la fiducia nel progresso umano.
Ma anche e soprattutto per la consapevolezza che la ricerca, se alimentata a sufficienza e gestita sapientemente, può essere un pozzo di San Patrizio.
Lo ha ribadito nel suo discorso alla nazione il presidente Obama che ha ricordato la “produttività” di uno dei progetti scientifici più ambiziosi della storia, il Progetto genoma umano. «Per ogni dollaro che abbiamo investito per mappare il genoma umano, ne sono tornati 140 alla nostra economia. 140 per ogni dollaro», ha detto il presidente.
E le cifre del presidente sono al ribasso: uno studio del governo federale, stima che a fronte dei 3,8 miliardi di dollari di costi, il progetto ne abbia restituito 800 all’economia.
Numeri che fanno accendere le scintille negli occhi, soprattutto nell’attuale congiuntura economica.
Ora, Obama pensa di replicare.
«Oggi i nostri scienziati stanno mappando il cervello umano per dare risposte a problemi come l’Alzheimer», ha spiegato il presidente. «Non è il momento di fermare questi investimenti in scienza e innovazione in grado di creare lavoro».
Sembrava un’affermazione a effetto, lasciata cadere in un discorso politico. Ma a quanto pare è l’amministrazione americana intende fare sul serio e sta pianificando la messa a punto di un progetto a lungo termine che replichi sul cervello l’impegno che era stato profuso sul genoma.
«Credevo che si riferisse a un progetto dei National Institute of Health che sta mappando il cervello “a riposo”», ha detto al New York Times la direttrice del National Institute of Neurological Disorders and Stroke Story C. Landis. «Invece non è così. Si stava riferendo a un progetto tutto nuovo che ha l’obiettivo di mappare il cervello umano quando è attivo. Un progetto che l’Nih spera che venga finanziato dal prossimo anno».
A oggi non è dato sapere quanto il governo americano voglia investire in questa nuova scommessa. Quel che è certo è che ci vorranno molti soldi. Quanti, se non più, di quelli spesi per il Progetto genoma.
Tuttavia, non è detto che sia così.
«Il Progetto genoma umano è costato circa 300 milioni l’anno per più di una decade», ha spiegato al New York Times George M. Church, un biologo molecolare dell’Harvard University. «Ma se si tiene conto della spesa attuale in neuroscienze e nanoscienze, ci si accorge che stiamo spendendo molto di più». Dunque per Church, non si tratta di spendere più o meno soldi: «ma probabilmente di dare più valore al denaro».
In una parola: coordinare gli sforzi per ottenere un risultato comune.
«Si può dire che il Progetto genoma umano sia cominciato nel 1984, quando dozzine di ricercatori come noi stavano lavorando in quella direzione in maniera indipendente senza che riuscissimo a capire che c’era un sacco di gente matta come noi che stava facendo la stessa», ha aggiunto Church.
Il Progetto genoma fu il catalizzatore di questi sforzi fino ad allora disparati.
Ora, l’esperimento potrebbe ripetersi: il governo americano a dispensare risorse, a costruire la rete e fissare gli obiettivi. Mentre la “gente matta” che cerca di svelare i segreti del cervello.

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