Terremoto a L'Aquila: il pm chiede 4 anni per gli imputati

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Torna sotto i riflettori il processo ai membri della Commissione grandi rischi che, in occasione del terremoto dell’Aquila, avrebbe rassicurato la popolazione condizionandone il comportamento.

«I pubblici ministeri chiedono la condanna di Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva, e Mauro Dolce alla pena di anni 4 di reclusione ciascuno, con riferimento agli articoli 113 del Codice penale, 589, 590», ha detto il pm Roberta D’Avolio nella propria requisitoria.

La richiesta è collegata alla morte di 29 persone, mentre gli imputati sono stati scagionati per il decesso di altre sette persone.

«Nella mente delle persone decedute - ha spiegato la D’Avolio – si era radicata la convinzione che la situazione fosse favorevole proprio perché lo scarico di energia faceva si che non ci fossero scosse più forti di quella che c’erano già state. Se hanno detto che più scarica energia e meglio è, se non ci saranno scosse più forti del 30 marzo e se quella non ha causato danni alle strutture - questi i pensieri degli aquilani prima delle 3.32 ipotizzati dal pm – allora dobbiamo stare tranquilli. Senza comportamento doloso le vittime avrebbero adottato comportamenti precauzionali sempre adottati in situazioni analoghe» ha aggiunto la D’Avolio che, citando il consulente dell’accusa, l’antropologo Antonello Ciccozzi, ha concluso «è possibile affermare che l’influenza rassicuratrice fornita dalla Grandi Rischi, sedimentandosi nella cultura nella società aquilana, ha influenzato le scelte». 

La prossima udienza è fissata per 9 ottobre.

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