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Tumori: le due facce dell’Italia

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Pubblicato il 09/12/2025

Quando, tra pochi giorni, finirà il 2011 la conta delle nuove diagnosi di tumore fatte nel corso dell’anno in Italia arriverà a 360 mila, un migliaio al giorno. 200 mila negli uomini, 160 mila nelle donne.

Si conteranno invece quasi 1,3 milioni di persone che si sono lasciate la malattia alle spalle da più di 5 anni.

Sono alcuni dei numeri contenuti nel volume “I numeri del cancro in Italia 2011”, realizzato dall’Associazione italiana registri tumori (Airtum) e dall’Associazione Italiana di oncologia medica (Aiom). 

I dati mostrano un Paese in cui la lotta ai tumori sta conseguendo buoni risultati, generalmente migliori del resto d’Europa. La sopravvivenza a 5 anni nel periodo 2000 – 2004 è in crescita rispetto a quella dei casi diagnosticati nei quinquenni precedenti (1990 – 94 e 1995 – 99) sia per gli uomini (52% nel 2000-2004 contro il 47% del ‘95-‘99 e il 39% nel ’90-’94) sia per le donne (rispettivamente 61% vs 60% vs 56%). Nel dettaglio, a 5 anni è vivo l’83% di chi è colpito da tumore al seno (contro l’80% della media europea), il 58% al colon-retto (rispetto al 54%), il 79% alla prostata (74%) e il 13% al polmone (verso il 10%). 

Risultati che si spiegano «sia con la diffusione dei programmi di screening e il miglioramento delle capacità diagnostiche che con la possibilità di accedere alle cure più efficaci, grazie a centri di eccellenza diffusi su tutto il territorio e ad un’oncologia che si conferma fra le migliori al mondo», ha spiegato il presidente dell’Aiom Marco Venturini. 

L’altra faccia della medaglia è il persistere di differenze sostanziali tra le diverse aree della penisola: se al Nord si registra un’incidenza del 30% per cento più alta delle neoplasie, al Sud si osserva invece una sopravvivenza minore. 

Per quanto riguarda la diffusione dei diversi tumori è quello del colon retto il più frequente, con circa 50 mila diagnosi nel 2011, seguito da quello alla mammella (45.000), alla prostata (42.000) e al polmone (38.000). È il cancro alla prostata quello più diffuso nei maschi (il 20% dei casi seguito da polmone, colon retto e vescica) e quello al seno nelle donne (29% seguito da colo retto e polmone).

«Non è un trattato per addetti ai lavori ma una guida fondamentale per orientare le politiche sanitarie, che vogliamo mettere a disposizione delle Istituzioni», ha commentato Venturini. Grazie a questi numeri, «siamo in grado di comprendere dove agire al meglio, quanto siano efficaci le attività di prevenzione e di trattamento e come sia possibile razionalizzare risorse e interventi».

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