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Contrastare le diseguaglianze: una questione di metodo

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Pubblicato il 25/01/2026

Ridurre l’impatto dei determinanti sociali per creare sistemi sanitari realmente in grado di garantire l’equità è una priorità da anni riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Ma esistono metodi di provata efficacia per farlo? E, questione forse ancor più importante, esistono metodi in grado di valutare questa efficacia?

È a questo quesito che cerca di rispondere un corposo rapporto redatto dall’ufficio europeo dell’Oms pubblicato nelle scorse settimane (How  can  the  health  equity  impact  of  universal  policies  be  evaluated?). Il documento è il risultato di un meeting tenutosi a Liverpool a fine 2010 e cerca di coniugare diversi approcci: a un’analisi della situazione attuale - da cui emerge un impoverimento dei servizi sanitari universali - affianca una cassetta degli attrezzi degli interventi che si sono dimostrati efficaci e dei metodi per “misurarli”.

«Abbiamo bisogno della valutazione delle politiche universalistiche per diverse importanti ragioni», spiegano nelle conclusioni del rapporto gli autori. «Queste politiche sono in grado di esercitare una profonda influenza, sia positiva sia negativa, sulla salute e sulle diseguaglianze di salute», «la valutazione di queste politiche e dell’impatto sulla saluta è stata relativamente trascurata», «l’avvento della crisi finanziaria globale rende la valutazione più urgente per dare vita a un dibattito sull’uso più efficace ed efficiente di risorse scarse e per contrastare l’attuale erosione delle politiche universalistiche con evidenze scientifiche».

 

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