Fino a 12 pazienti per cella, una carenza di figure mediche specialistiche per l’assistenza agli internati, condizioni strutturali e igienico-sanitarie inidonee e intollerabili. Così la Commissione di inchiesta sul Servizio sanitario nazionale del Senato, guidata da Ignazio Marino, descrive l’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, il reparto “Pesa” dell’Opg di Montelupo fiorentino e i container utilizzati all’Aquila dopo il terremoto del 2009 per i progetti terapeutico-riabilitativi dei pazienti psichiatrici.
Immediato l’intervento dei Nas che, su ordine della commissione, hanno provveduto al sequestro delle tre strutture. Entro 15 giorni si provvederà al trasferimento dei pazienti del reparto toscano, mentre l’Opg siciliano avrà 30 giorni di tempo per chiudere i battenti e trovare altre e più adeguate sistemazioni ai 205 internati.
È passato quasi un anno da quando il decreto “svuota-carceri” che disponeva il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari è stato convertito in legge. Ma gli ospedali psichiatrici giudiziari sono ancora lì e «queste strutture purtroppo restano carceri-ghetto che in alcun modo assomigliano a un ospedale», ha affermato Marino.
«È intollerabile che dentro gli opg non si possa assistere un internato che ha un infarto, per non parlare di persone con patologie gravemente invalidanti, come la gangrena dovuta al diabete, che hanno aspettato periodi interminabili prima di essere trasferiti in un vero ospedale per un’amputazione».
Sulla vicenda sono intervenuti anche il ministro della Salute, Renato Balduzzi, e il ministro della Giustizia, Paola Severino. In particolare, in relazione al sequestro dell’Opg di Barcellona Pozzo Di Gotto, i ministri hanno sottolineato che «le criticità che hanno portato al drastico provvedimento, sono da attribuire ai ritardi della Regione Sicilia che non ha finora trasferito le competenze sanitarie delle carceri al Servizio sanitario regionale».
Da parte del ministro della Salute, invece, la richiesta di una relazione urgente sui reparti della struttura Centro Diurno in località Collemaggio (L’Aquila) da parte della Regione Abruzzo per “meglio comprendere le ragioni dell’eventuale inerzia regionale e le soluzioni alternative che la Regione ha configurato nell’interesse dei pazienti”.
Oggi le strutture psichiatriche giudiziarie in Italia sono 6. Oltre a Barcellona Pozzo di Gotto e Montelupo Fiorentino, ci sono quelle di Aversa (Ce), Napoli Secondigliano (Na), Reggio Emilia e Castiglione delle Stiviere (Mn).
Lo scorso 17 febbraio è stata approvata la legge per il “superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari” che fissava la chiusura dei sei centri entro il 31 marzo 2013, a favore dell’apertura di piccoli ospedali regionali dotati di circa 20 posti letto con l’attrezzatura e il personale adeguato all’assistenza dei pazienti. Questa riforma è stata finanziata con 120 milioni per il 2012 e 60 per il 2013 per la realizzazione delle nuove strutture. Inoltre, la legge prevede 38 milioni per il 2012 per l’assunzione del personale e altri 55 milioni ogni anno a partire dal 2013, anche per l’assistenza alternativa all’Opg (progetti riabilitativi sul territorio).
Permane, però, un grave ritardo nell’applicazione della legge e il Governo non ha ancora emanato il decreto di destinazione delle risorse per le nuove strutture e l’assunzione del personale. Questo significa che i tempi stabiliti per la chiusura degli Opg difficilmente verranno rispettati.
«Siamo consapevoli che attraversiamo un momento di grave crisi economica, che il fondo sanitario nazionale è stato tagliato di altri 30 miliardi e che le Regioni sono chiamate ad affrontare sfide complesse, ma si tratta della vita di più di mille persone e di un passo di civiltà irrinunciabile», ha concluso Marino.

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finalmente decisioni concrete
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