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La censura su Margherita Hack

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Pubblicato il 09/03/2026

«Avendo appreso che è in programma l'anteprima di presentazione del libro La stella più lontana dell'astrofisica Margherita Hack, presso il Teatro San Pietro, il giorno 6 aprile 2012, Venerdì Santo, i sottoscritti componenti parrocchiali del comitato di gestione della struttura in questione, sentito il parroco, esprimono un deciso no all'uso del Teatro per la manifestazione in questione». 

Italia 2012. Margherita Hack, astrofisica di fama internazionale a cui è stato perfino intitolato un asteroide, è stata stoppata così, con una lettere inviata al sindaco di Mezzolombardo (Trento) dai componenti parrocchiali del comitato di amministrazione del Teatro San Pietro. Una struttura di proprietà della Chiesa ma finanziata dal Comune.

La ragione addotta è il timore che lo spettacolo dell’astrofisica potesse «recare offesa ai valori religiosi e alla dottrina della Chiesa cattolica».

Lo spettacolo, fanno sapere dal comune, ci sarà comunque. Probabilmente nella palestra comunale.

Leggi il resoconto della vicenda su MicroMega

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Commenti

Inviato da Dino Cofrancesco (non verificato) il

 

Ho letto da liberale l’episodio del Teatro San Pietro (Comune di Mezzolombardo) negato a Margherita Hack. 

Non  trovo scandaloso che dei cattolici si rifiutino di mettere una loro struttura  a disposizione di una intellettuale militante, che, quando non parla di astronomia, rovescia su lettori e ascoltatori montagne di laicistiche banalità, che avrebbero fatto vergognare un mangiapreti doc come Voltaire e un anticlericale enragé come Guido Podrecca.   

Trovo, invece, assai discutibile che il Comune faccia un contratto di comodato con un’associazione che imponga una clausola che lo vincoli. 

Gli enti pubblici non debbono vincolarsi, in alcun modo, con associazioni culturali (religiose o politiche) che si riservino il potere di censurare manifestazioni organizzate da assessori alla cultura o da responsabili di istituzioni educative, accademie, conservatori etc., sovranamente liberi di invitare e collaborare con chiunque vogliano. 

Parlo, beninteso, del potere, non di norme scritte. 

Detto questo, però, mi chiedo: se lo stesso comune trentino  avesse fatto un contratto di comodato con una ex Casa del Popolo o Istituto Gramsci o Arci-Gay o sede sindacale Fiom o altre associazioni schierate dalla stessa parte politica e il proprietario della sede avesse posto il veto, che so io, alla presentazione del libro di Giampaolo Pansa Il sangue dei vinti, MicroMega avrebbe levato al cielo la stessa vibrata protesta? 

E Janus avrebbe (come mi auguro) riportato l’episodio, stigmatizzando l’intolleranza e la faziosità dei fondamentalisti dell’antifascismo? 

Per quanto riguarda MicroMega è una fin troppo facile congettura prevedere che cosa sarebbe accaduto nel caso del libro di Pansa. Tale scontata prevedibilità non è  il segno che, in Italia, per molti, il liberalismo è la maschera di carnevale del Dr. Jekyll utilizzata spesso e volentieri per  nascondere il volto ripugnante (e totalitario) di Mister Hyde?

Il mercato è sicuramente quella cosa immonda che cattolici ed ex cattolici, antagonisti e anticapitalisti, ultras della reazione e ultras del progresso, ci ricordano a ogni piè sospinto. È sicuramente, il luogo dove si produce e si scambia lo sterco del diavolo, il vil denaro. 

Ma se a Mezzolombardo fosse prevalsa la logica del mercato, non ci sarebbero stati problemi di sorta. I fan di Margherita Hack avrebbero pagato all’illustre  atea razionalista viaggio, albergo, gettone di presenza, omaggio floreale e il partito cattolico oscurantista avrebbe trangugiato il boccone amaro. 

La stessa sorte sarebbe toccata, con l’ipotetico invito a Giampaolo Pansa, ai suoi vivaci detrattori. 

Io, personalmente, mi sarei quotato per Pansa, non per la Hack. Ma questo è del tutto irrilevante…

Cordiali saluti

Dino Cofrancesco

Inviato da fulvio milizia (non verificato) il
E' vergognoso!Malgrado siano passati 10 secoli di storia sono sempre tenacemente ancorati al medioevo.

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