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Madri con Pma potranno non riconoscere il figlio

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Pubblicato il 08/11/2025

Anche le donne che hanno ottenuto una gravidanza attraverso tecniche di procreazione medicalmente assistita potranno decidere di non riconoscere il figlio. O, almeno, così sarà se venisse approvata una legge in discussione in questi giorni in Commissione affari sociali alla Camera (Norme riguardanti interventi in favore delle gestanti e delle madri volti a garantire il segreto del parto alle donne che non intendono riconoscere i loro nati). 

Finora a essere approvato in Commissione è stato un emendamento proposto da Antonio Palagiano che sopprime il comma 2 dell’articolo 9 della legge n. 40 del 2004, che prevede che «la madre del nato a seguito dell’applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita non può dichiarare la volontà di non essere nominata».

La legge 40 ancora sotto i riflettori, dunque. 

Il senatore Pd Ignazio Marino, a stretto giro di posta dall’approvazione dell’emendamento ha dichiarato: «La legge 40 è contro la scienza e contro la famiglia. È chiaro, quindi, che qualunque intervento volto a modificare i principi illiberali e antiscientifici in essa contenuti, è encomiabile». 

Mentre Palagiano ha affermato: «Non esistono madri di serie A e di serie B e, se a tutte le donne è concessa la possibilità di disconoscere il proprio nascituro al momento del parto, ciò deve essere così anche per le donne che ricorrono alla procreazione medicalmente assistita».

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