«Un’emergenza crescente». Così la rivista Pediatrics definisce il problema non solo medico dei bambini «nati con il sesso sbagliato» a cui dedica tre articoli pubblicati in contemporanea.
Non esistono dati certi sull’argomento. In Olanda «dove esistono programmi bene strutturati per il trattamento [dei disturbi dell’identità di genere] la prevalenza è dell’‘ordine dello 0,01%», illustra in un commento Walter J. Meyer del dipartimento di Psichiatria e Scienze comportamentali dell’University of Texas di Galveston in Texas.
Ma più dei numeri, a preoccupare gli autori degli articoli è l’indeterminatezza che circonda l’argomento e i problemi a cui non si è ancora dato risposta.
L’argomento è infatti dei più complessi: chiama in causa la definizione scientifica dell’identità sessuale e dei disturbi che possono attecchirla, l’eticità e i rischi di interventi irreversibili a un’età in cui non si possiede la maturità per decidere, il disagio di bambini e ragazzi che può sfociare in atti di autolesionismo.
In allegato
- Il Commento di Walter J. Meyer del dipartimento di Psichiatria e Scienze comportamentali dell’University of Texas di Galveston in Texas: “Gender Identity Disorder: An Emerging Problem for Pediatricians”
- Lo studio “Children and Adolescents With Gender Identity Disorder Referred to a Pediatric Medical Center” che riporta l’esperienza del Gender Management Service del Children’s Hospital Boston
- Lo studio “Childhood Gender Nonconformity: A Risk Indicator for Childhood Abuse and Posttraumatic Stress in Youth” che raccoglie i dati sulle conseguenze dei disturbi dell’identità di genere sulla salute psichica e la vita sociale dei ragazzi

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