È in calo la mortalità legata alla patologie connesse all'uso di alcol, ma tra i giovani il consumo resta ancora alto. A preoccupare soprattutto le modalità di consumo. Il binge drinkin, cioè il consumo di bevande alcoliche in grande quantità in un breve lasso di tempo e fuori pasto, sembra ormai aver preso piede nel nostro Paese. Così come in crescita è il numero di ragazze tra 14 e 17 anni consumatrici di alcol, che è raddoppiato negli ultimi 15 anni.
Sono alcuni dei dati contenuti nella Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in attuazione della legge-quadro 125/2001 in materia di alcol e problemi correlati al consumo di alcol.
Il documento, trasmesso dal ministro della Salute Renato Balduzzi a Camera e Senato, conferma un trend di vecchia data: il passaggio dal tradizionale modello di consumo mediterraneo, con consumi quotidiani e moderati, incentrati prevalentemente sul vino, a un modello più articolato, che risente sempre più dell'influsso culturale nordeuropeo.
Importante il dato della riduzione della mortalità correlata all'uso di alcol (-12% dal 2007 al 2008). Scende anche la percentuale degli utenti in trattamento (-1,8% dal 2008 al 2009), soprattutto i nuovi utenti al di sotto dei 20 anni.
Per il ministro della salute i dati mostrano che «le politiche di contrasto nazionali e regionali stanno ottenendo qualche riscontro» anche se « preoccupano i dati della diffusione soprattutto a livello giovanile». Per questo, occorrerà concentrarsi con più forza su questa popolazione. «Dobbiamo aiutare i giovani a fronteggiare le pressioni sociali al bere in contesti significativi come la scuola, i luoghi del divertimento, della socializzazione e dello sport, e realizzare interventi di intercettazione precoce del consumo giovanile a rischio, accompagnandoli con appropriati interventi di sostegno e motivazione al cambiamento».

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